Chords for Lorenzo Poli @ CPM Music Institute
Tempo:
85 bpm
Chords used:
C
G
Gm
D
Bb
Tuning:Standard Tuning (EADGBE)Capo:+0fret

Start Jamming...
[Bbm] [Ebm] [G]
[Cm] [Eb] [C]
[G] Anche se sono andato a Milano, sono andato a Piacenza, in Emilia Romagna, che ero molto piccolo, avevo due anni,
quindi sono cresciuto in una [E] terra in cui la realtà musicale principale è [G] legata al ballo, al ballo liscio.
Una volta era un genere principalmente strumentale, con parti solistiche veramente [C] impegnative,
c'era un lavoro tra i [G] bassi e l'uso dell'armonia con la melodia [C] studiato molto bene e finalizzato per [C] favorire il ballo.
Le cose [G] che facevo nel 1976 [Gm] ancora me le ritrovo oggi.
[C] Quest'anno ho preso parte per la quarta volta al Festival di Sanremo e ero dentro l [G]'orchestro.
Io non so quante polche ho suonato quest'anno, erano camuffate, ma quanti brani [Gm] facevano?
Tunza, tunza, [C] tunza, tunza, ma [G] tantissimi!
Quindi è [C] venuto buono saper accompagnare con fluidità anche [Gb] una polca, insomma.
[C] [Gm]
[C] [E] [Gm]
[F] Mi sono accorto che [F] guardando i dischi [Bb] italiani, che ho sempre ascoltato con grande passione,
ogni volta che andavo a leggere il credito su un disco di una parte dei basso che [Gb] mi piaceva,
era sempre Dino [Gm] D'Autorio, che quando suona lui, ancora adesso, ma [C] allora era veramente
aveva dato [Gm] quella verve, quella [C] cosa di novità che lo strumento non [Bb] aveva, quella freschezza.
Insomma, D [C]'Autorio di qui, D'Autorio di lì, ogni volta [B] che sentivo
andavo a vedere [C] D'Autorio.
[Gbm] Ho iniziato con l'elenco del telefono a cercare D'Autorio.
Ho [F] trovato la mamma.
L'ho bombardata [B] per sei [F] mesi, finché sono riuscito a [Gb] parlare con Dino,
che non [F] mi ha comunque detto [E] sì per andare a lezione.
L'ho [G] massacrato, finché mi fece un'audizione.
Ha visto che sapevo [Bb] leggere la musica, che non ero un partito [C] da zero, perché avevo già studiato un po' di chitarra,
e ha deciso, ha accettato di darmi lezioni.
E lì ho fatto boom!
[G] Dino è stato veramente quello che ha [C] decretato l'inizio [F] ufficiale del mio passaggio allo strumento.
Gli devo, [Ab] [C] credo, quasi tutto.
[Gm] [C]
[Gm] [Bb] [C]
[A] Suonando il basso spesso siamo, [B] non dico obbligati, però [Gm] siamo legati a un ruolo di [G] supporto,
di un progetto di [C] qualcun altro, perché è uno strumento [D] accompagnatore.
[C] Riuscire ad [C] ascoltare gli altri bisogna andare [G] al di là di quello che è il proprio strumento.
Non è una cosa [D] facile.
Quello che faccio io per riuscire a [Bb] ascoltare bene gli altri è ascoltare a basso [C] volume.
Per essere [Gm] a tempo con quello che viene pre-registrato c'è sempre una traccia di metronomo.
Questo metronomo negli anni è [D] diventato un dio quasi.
Si parla del click.
Tic, clic, tic, tic, tic.
Quindi si parla più [G] del click che della musica spesso.
Però il [Gb] click non si sente nell [A]'impianto quando si ascolta la musica, non si sente nel [Bb] disco il click.
Quindi bisogna [E] tenerlo giù.
[D] Mentre in primi anni lo tenevo alto per la paura di non andare a tempo, ma non c'è il metronomo [Eb] nei dischi.
[C] Se uno riesce a gestire [F] il volume, [Am] per esempio, del metronomo o degli [Bb] altri strumenti
[D] e impara ad andargli incontro con l'orecchio, si apre un mondo.
Ho iniziato [G] a evitare di ascoltare i suoni [Bb] forti e sono riuscito a [Gb] isolarli.
[G] Così come quando si ascolta un disco e se si vuole ascoltare la parte del basso,
uno [Db] psicologicamente riesce a isolare la parte del basso e la sente [D] distintamente.
Un altro che [B] non sa che cos'è il basso non ce la fa.
Quindi vuol dire che è solo pratica.
La [Gb] capacità di ascoltare gli altri è [Bb] importante perché una volta in cui
noi riusciamo [D] a avere consapevolezza dell'esistenza di un altro musicista con cui stiamo suonando,
[Bb] possiamo anche fare attenzione a cosa, che è [Gb] la componente più importante.
Cosa sta [G] facendo un chitarrista?
Se qualcuno sta prendendo uno [G] spunto, noi dobbiamo [Eb] essere in grado di [G] capire
quanto lo dobbiamo secondare e quanto no.
[C] [D]
[Bb] [Eb] [C]
[Eb] [C]
[G] [Gm] [G] Secondo me generalmente noi siamo legati alla figura del batterista.
È molto importante quando parte un tempo di non suonarci sopra,
[C] cioè di non aspettare di sentire che [B] posizione prende il batterista per suonarci [Gm] sopra, perché è già tardi.
Ognuno di noi [Ab] ha una velocità che ci accomoda.
Generalmente ci accomuna quella del BPM intorno ai 90, diciamo.
Quindi a quella velocità siamo più abituati ad andare a tempo.
Non so perché.
Se vedete probabilmente c'è qualcosa in [Cm] natura che va a quella velocità
oppure ci sarà un bombardamento di brani in radio che [N] ci ha fatto sì che ci abituassimo a quella velocità.
Quindi un esercizio che potete fare è quello di non studiare sempre una velocità comoda,
di andare su velocità molto molto più lente e tanto tanto più veloci.
Non importa che facciate tutte le note, importa che andiate a tempo.
Quindi piuttosto fate una cosa più [Eb] semplice ma tenetevi in metronomo anche a 200.
Tenetelo e abituate l'orecchio, [G] perché a 90 si può anche far così.
A 200 ci vuole flash dance bisogna fare.
[C] [Bm] [D]
[C] Il basso [Em] non ha tante interfacce tra quello che abbiamo dentro e quello che la gente sente.
C [Gb]'è soltanto questo passaggio, cioè [Db] il dito che tocca la [Eb] corda.
Mi sono accorto anche [C] che ognuno di noi ha un suono che lo migliorerà
ma la prima volta che uno prende il basso e fa [G] per [D] tutta la vita avrà quel suono.
Non ne viene un altro, ognuno ha il proprio suono.
[Gb] Io a casa sono esattamente come una volta, quando mi metto a studiare
[Gbm] ho grandissime insoddisfazioni che combatto [Db] studiando comunque
[Bb] e imparando quello che dicevo prima ad [B] accettarmi.
Cioè io ho questo [G] suono e ho cercato di valorizzarlo anziché [Gm] contrastarlo
cercando di [D] assomigliare ai suoni di [G] altri.
Io [D] ho questo suono e [Gm] cerco di far uscire dalle mani quello che mi serve.
[D] [C] [Db] [G]
[Bbm] [G]
[N]
[Cm] [Eb] [C]
[G] Anche se sono andato a Milano, sono andato a Piacenza, in Emilia Romagna, che ero molto piccolo, avevo due anni,
quindi sono cresciuto in una [E] terra in cui la realtà musicale principale è [G] legata al ballo, al ballo liscio.
Una volta era un genere principalmente strumentale, con parti solistiche veramente [C] impegnative,
c'era un lavoro tra i [G] bassi e l'uso dell'armonia con la melodia [C] studiato molto bene e finalizzato per [C] favorire il ballo.
Le cose [G] che facevo nel 1976 [Gm] ancora me le ritrovo oggi.
[C] Quest'anno ho preso parte per la quarta volta al Festival di Sanremo e ero dentro l [G]'orchestro.
Io non so quante polche ho suonato quest'anno, erano camuffate, ma quanti brani [Gm] facevano?
Tunza, tunza, [C] tunza, tunza, ma [G] tantissimi!
Quindi è [C] venuto buono saper accompagnare con fluidità anche [Gb] una polca, insomma.
[C] [Gm]
[C] [E] [Gm]
[F] Mi sono accorto che [F] guardando i dischi [Bb] italiani, che ho sempre ascoltato con grande passione,
ogni volta che andavo a leggere il credito su un disco di una parte dei basso che [Gb] mi piaceva,
era sempre Dino [Gm] D'Autorio, che quando suona lui, ancora adesso, ma [C] allora era veramente
aveva dato [Gm] quella verve, quella [C] cosa di novità che lo strumento non [Bb] aveva, quella freschezza.
Insomma, D [C]'Autorio di qui, D'Autorio di lì, ogni volta [B] che sentivo
andavo a vedere [C] D'Autorio.
[Gbm] Ho iniziato con l'elenco del telefono a cercare D'Autorio.
Ho [F] trovato la mamma.
L'ho bombardata [B] per sei [F] mesi, finché sono riuscito a [Gb] parlare con Dino,
che non [F] mi ha comunque detto [E] sì per andare a lezione.
L'ho [G] massacrato, finché mi fece un'audizione.
Ha visto che sapevo [Bb] leggere la musica, che non ero un partito [C] da zero, perché avevo già studiato un po' di chitarra,
e ha deciso, ha accettato di darmi lezioni.
E lì ho fatto boom!
[G] Dino è stato veramente quello che ha [C] decretato l'inizio [F] ufficiale del mio passaggio allo strumento.
Gli devo, [Ab] [C] credo, quasi tutto.
[Gm] [C]
[Gm] [Bb] [C]
[A] Suonando il basso spesso siamo, [B] non dico obbligati, però [Gm] siamo legati a un ruolo di [G] supporto,
di un progetto di [C] qualcun altro, perché è uno strumento [D] accompagnatore.
[C] Riuscire ad [C] ascoltare gli altri bisogna andare [G] al di là di quello che è il proprio strumento.
Non è una cosa [D] facile.
Quello che faccio io per riuscire a [Bb] ascoltare bene gli altri è ascoltare a basso [C] volume.
Per essere [Gm] a tempo con quello che viene pre-registrato c'è sempre una traccia di metronomo.
Questo metronomo negli anni è [D] diventato un dio quasi.
Si parla del click.
Tic, clic, tic, tic, tic.
Quindi si parla più [G] del click che della musica spesso.
Però il [Gb] click non si sente nell [A]'impianto quando si ascolta la musica, non si sente nel [Bb] disco il click.
Quindi bisogna [E] tenerlo giù.
[D] Mentre in primi anni lo tenevo alto per la paura di non andare a tempo, ma non c'è il metronomo [Eb] nei dischi.
[C] Se uno riesce a gestire [F] il volume, [Am] per esempio, del metronomo o degli [Bb] altri strumenti
[D] e impara ad andargli incontro con l'orecchio, si apre un mondo.
Ho iniziato [G] a evitare di ascoltare i suoni [Bb] forti e sono riuscito a [Gb] isolarli.
[G] Così come quando si ascolta un disco e se si vuole ascoltare la parte del basso,
uno [Db] psicologicamente riesce a isolare la parte del basso e la sente [D] distintamente.
Un altro che [B] non sa che cos'è il basso non ce la fa.
Quindi vuol dire che è solo pratica.
La [Gb] capacità di ascoltare gli altri è [Bb] importante perché una volta in cui
noi riusciamo [D] a avere consapevolezza dell'esistenza di un altro musicista con cui stiamo suonando,
[Bb] possiamo anche fare attenzione a cosa, che è [Gb] la componente più importante.
Cosa sta [G] facendo un chitarrista?
Se qualcuno sta prendendo uno [G] spunto, noi dobbiamo [Eb] essere in grado di [G] capire
quanto lo dobbiamo secondare e quanto no.
[C] [D]
[Bb] [Eb] [C]
[Eb] [C]
[G] [Gm] [G] Secondo me generalmente noi siamo legati alla figura del batterista.
È molto importante quando parte un tempo di non suonarci sopra,
[C] cioè di non aspettare di sentire che [B] posizione prende il batterista per suonarci [Gm] sopra, perché è già tardi.
Ognuno di noi [Ab] ha una velocità che ci accomoda.
Generalmente ci accomuna quella del BPM intorno ai 90, diciamo.
Quindi a quella velocità siamo più abituati ad andare a tempo.
Non so perché.
Se vedete probabilmente c'è qualcosa in [Cm] natura che va a quella velocità
oppure ci sarà un bombardamento di brani in radio che [N] ci ha fatto sì che ci abituassimo a quella velocità.
Quindi un esercizio che potete fare è quello di non studiare sempre una velocità comoda,
di andare su velocità molto molto più lente e tanto tanto più veloci.
Non importa che facciate tutte le note, importa che andiate a tempo.
Quindi piuttosto fate una cosa più [Eb] semplice ma tenetevi in metronomo anche a 200.
Tenetelo e abituate l'orecchio, [G] perché a 90 si può anche far così.
A 200 ci vuole flash dance bisogna fare.
[C] [Bm] [D]
[C] Il basso [Em] non ha tante interfacce tra quello che abbiamo dentro e quello che la gente sente.
C [Gb]'è soltanto questo passaggio, cioè [Db] il dito che tocca la [Eb] corda.
Mi sono accorto anche [C] che ognuno di noi ha un suono che lo migliorerà
ma la prima volta che uno prende il basso e fa [G] per [D] tutta la vita avrà quel suono.
Non ne viene un altro, ognuno ha il proprio suono.
[Gb] Io a casa sono esattamente come una volta, quando mi metto a studiare
[Gbm] ho grandissime insoddisfazioni che combatto [Db] studiando comunque
[Bb] e imparando quello che dicevo prima ad [B] accettarmi.
Cioè io ho questo [G] suono e ho cercato di valorizzarlo anziché [Gm] contrastarlo
cercando di [D] assomigliare ai suoni di [G] altri.
Io [D] ho questo suono e [Gm] cerco di far uscire dalle mani quello che mi serve.
[D] [C] [Db] [G]
[Bbm] [G]
[N]
Key:
C
G
Gm
D
Bb
C
G
Gm
[Bbm] _ _ _ [Ebm] _ _ _ [G] _ _
[Cm] _ _ [Eb] _ _ _ _ [C] _ _
[G] _ Anche se sono andato a Milano, sono andato a Piacenza, in Emilia Romagna, che ero molto piccolo, avevo due anni,
quindi sono cresciuto in una [E] terra in cui la realtà musicale principale è [G] legata al ballo, al ballo liscio.
Una volta era un genere principalmente strumentale, con parti solistiche veramente [C] impegnative,
c'era un lavoro tra i [G] bassi e l'uso dell'armonia con la melodia [C] studiato molto bene e finalizzato per [C] favorire il ballo.
Le cose [G] che facevo nel 1976 [Gm] ancora me le ritrovo oggi.
[C] Quest'anno ho preso parte per la quarta volta al Festival di Sanremo e ero dentro l [G]'orchestro.
Io non so quante polche ho suonato quest'anno, erano camuffate, ma quanti brani [Gm] facevano?
Tunza, tunza, [C] tunza, tunza, ma [G] tantissimi!
Quindi è [C] venuto buono saper accompagnare con fluidità anche [Gb] una polca, insomma.
[C] _ _ _ [Gm] _ _
[C] _ _ _ [E] _ _ _ [Gm] _ _
[F] Mi sono accorto che [F] guardando i dischi [Bb] italiani, che ho sempre ascoltato con grande passione,
ogni volta che andavo a leggere il credito su un disco di una parte dei basso che [Gb] mi piaceva,
era sempre Dino [Gm] D'Autorio, che quando suona lui, ancora adesso, ma [C] allora era veramente_
aveva dato [Gm] quella verve, quella [C] cosa di novità che lo strumento non [Bb] aveva, quella freschezza.
Insomma, D [C]'Autorio di qui, D'Autorio di lì, ogni volta [B] che sentivo_
andavo a vedere [C] D'Autorio.
[Gbm] Ho iniziato con l'elenco del telefono a cercare D'Autorio.
Ho [F] trovato la mamma.
L'ho bombardata [B] per sei [F] mesi, finché sono riuscito a [Gb] parlare con Dino,
che non [F] mi ha comunque detto [E] sì per andare a lezione.
L'ho [G] massacrato, finché mi fece un'audizione.
Ha visto che sapevo [Bb] leggere la musica, che non ero un partito [C] da zero, perché avevo già studiato un po' di chitarra,
e ha deciso, ha accettato di darmi lezioni.
E lì ho fatto boom!
[G] Dino è stato veramente quello che ha [C] decretato l'inizio [F] ufficiale del mio passaggio allo strumento.
Gli devo, [Ab] [C] credo, quasi tutto.
_ _ [Gm] _ _ [C] _ _ _
[Gm] _ _ [Bb] _ _ _ [C] _ _
[A] Suonando il basso spesso siamo, [B] non dico obbligati, però [Gm] siamo legati a un ruolo di [G] supporto,
di un progetto di [C] qualcun altro, perché è uno strumento [D] accompagnatore.
[C] Riuscire ad [C] ascoltare gli altri bisogna andare [G] al di là di quello che è il proprio strumento.
Non è una cosa [D] facile.
Quello che faccio io per riuscire a [Bb] ascoltare bene gli altri è ascoltare a basso [C] volume.
Per essere [Gm] a tempo con quello che viene pre-registrato c'è sempre una traccia di metronomo.
Questo metronomo negli anni è [D] diventato un dio quasi.
Si parla del click.
Tic, clic, tic, tic, tic.
Quindi si parla più [G] del click che della musica spesso.
Però il [Gb] click non si sente nell [A]'impianto quando si ascolta la musica, non si sente nel [Bb] disco il click.
Quindi bisogna [E] tenerlo giù.
[D] Mentre in primi anni lo tenevo alto per la paura di non andare a tempo, ma non c'è il metronomo [Eb] nei dischi.
[C] Se uno riesce a gestire [F] il volume, [Am] per esempio, del metronomo o degli [Bb] altri strumenti
[D] e impara ad andargli incontro con l'orecchio, si apre un mondo.
Ho iniziato [G] a evitare di ascoltare i suoni [Bb] forti e sono riuscito a [Gb] isolarli.
[G] Così come quando si ascolta un disco e se si vuole ascoltare la parte del basso,
uno [Db] psicologicamente riesce a isolare la parte del basso e la sente [D] distintamente.
Un altro che [B] non sa che cos'è il basso non ce la fa.
Quindi vuol dire che è solo pratica.
La [Gb] capacità di ascoltare gli altri è [Bb] importante perché una volta in cui
noi riusciamo [D] a avere consapevolezza dell'esistenza di un altro musicista con cui stiamo suonando,
[Bb] possiamo anche fare attenzione a cosa, che è [Gb] la componente più importante.
Cosa sta [G] facendo un chitarrista?
Se qualcuno sta prendendo uno [G] spunto, noi dobbiamo [Eb] essere in grado di [G] capire
quanto lo dobbiamo secondare e quanto no.
[C] _ _ _ [D] _ _
[Bb] _ _ _ [Eb] _ _ _ _ [C] _
_ _ [Eb] _ _ _ _ [C] _ _
[G] _ [Gm] _ [G] Secondo me generalmente noi siamo legati alla figura del batterista.
È molto importante quando parte un tempo di non suonarci sopra,
[C] cioè di non aspettare di sentire che [B] posizione prende il batterista per suonarci [Gm] sopra, perché è già tardi.
Ognuno di noi [Ab] ha una velocità che ci accomoda.
Generalmente ci accomuna quella del BPM intorno ai 90, diciamo.
Quindi a quella velocità siamo più abituati ad andare a tempo.
Non so perché.
Se vedete probabilmente c'è qualcosa in [Cm] natura che va a quella velocità
oppure ci sarà un bombardamento di brani in radio che [N] ci ha fatto sì che ci abituassimo a quella velocità.
Quindi un esercizio che potete fare è quello di non studiare sempre una velocità comoda,
di andare su velocità molto molto più lente e tanto tanto più veloci.
Non importa che facciate tutte le note, importa che andiate a tempo.
Quindi piuttosto fate una cosa più [Eb] semplice ma tenetevi in metronomo anche a 200.
Tenetelo e abituate l'orecchio, [G] perché a 90 si può anche far così.
A 200 ci vuole flash dance bisogna fare.
_ [C] _ _ [Bm] _ _ [D] _ _ _
[C] _ Il basso [Em] non ha tante interfacce tra quello che abbiamo dentro e quello che la gente sente.
C [Gb]'è soltanto questo passaggio, cioè [Db] il dito che tocca la [Eb] corda.
Mi sono accorto anche [C] che ognuno di noi ha un suono che lo migliorerà
ma la prima volta che uno prende il basso e fa [G] per [D] tutta la vita avrà quel suono.
Non ne viene un altro, ognuno ha il proprio suono.
[Gb] Io a casa sono esattamente come una volta, quando mi metto a studiare
[Gbm] ho grandissime insoddisfazioni che combatto [Db] studiando comunque
[Bb] e imparando quello che dicevo prima ad [B] accettarmi.
Cioè io ho questo [G] suono e ho cercato di valorizzarlo anziché [Gm] contrastarlo
cercando di [D] assomigliare ai suoni di [G] altri.
Io [D] ho questo suono e [Gm] cerco di far uscire dalle mani quello che mi serve.
[D] _ _ [C] _ _ _ [Db] _ _ [G] _ _ _
[Bbm] _ _ [G] _ _ _ _ _ _
_ _ [N] _ _ _ _ _ _
[Cm] _ _ [Eb] _ _ _ _ [C] _ _
[G] _ Anche se sono andato a Milano, sono andato a Piacenza, in Emilia Romagna, che ero molto piccolo, avevo due anni,
quindi sono cresciuto in una [E] terra in cui la realtà musicale principale è [G] legata al ballo, al ballo liscio.
Una volta era un genere principalmente strumentale, con parti solistiche veramente [C] impegnative,
c'era un lavoro tra i [G] bassi e l'uso dell'armonia con la melodia [C] studiato molto bene e finalizzato per [C] favorire il ballo.
Le cose [G] che facevo nel 1976 [Gm] ancora me le ritrovo oggi.
[C] Quest'anno ho preso parte per la quarta volta al Festival di Sanremo e ero dentro l [G]'orchestro.
Io non so quante polche ho suonato quest'anno, erano camuffate, ma quanti brani [Gm] facevano?
Tunza, tunza, [C] tunza, tunza, ma [G] tantissimi!
Quindi è [C] venuto buono saper accompagnare con fluidità anche [Gb] una polca, insomma.
[C] _ _ _ [Gm] _ _
[C] _ _ _ [E] _ _ _ [Gm] _ _
[F] Mi sono accorto che [F] guardando i dischi [Bb] italiani, che ho sempre ascoltato con grande passione,
ogni volta che andavo a leggere il credito su un disco di una parte dei basso che [Gb] mi piaceva,
era sempre Dino [Gm] D'Autorio, che quando suona lui, ancora adesso, ma [C] allora era veramente_
aveva dato [Gm] quella verve, quella [C] cosa di novità che lo strumento non [Bb] aveva, quella freschezza.
Insomma, D [C]'Autorio di qui, D'Autorio di lì, ogni volta [B] che sentivo_
andavo a vedere [C] D'Autorio.
[Gbm] Ho iniziato con l'elenco del telefono a cercare D'Autorio.
Ho [F] trovato la mamma.
L'ho bombardata [B] per sei [F] mesi, finché sono riuscito a [Gb] parlare con Dino,
che non [F] mi ha comunque detto [E] sì per andare a lezione.
L'ho [G] massacrato, finché mi fece un'audizione.
Ha visto che sapevo [Bb] leggere la musica, che non ero un partito [C] da zero, perché avevo già studiato un po' di chitarra,
e ha deciso, ha accettato di darmi lezioni.
E lì ho fatto boom!
[G] Dino è stato veramente quello che ha [C] decretato l'inizio [F] ufficiale del mio passaggio allo strumento.
Gli devo, [Ab] [C] credo, quasi tutto.
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[Gm] _ _ [Bb] _ _ _ [C] _ _
[A] Suonando il basso spesso siamo, [B] non dico obbligati, però [Gm] siamo legati a un ruolo di [G] supporto,
di un progetto di [C] qualcun altro, perché è uno strumento [D] accompagnatore.
[C] Riuscire ad [C] ascoltare gli altri bisogna andare [G] al di là di quello che è il proprio strumento.
Non è una cosa [D] facile.
Quello che faccio io per riuscire a [Bb] ascoltare bene gli altri è ascoltare a basso [C] volume.
Per essere [Gm] a tempo con quello che viene pre-registrato c'è sempre una traccia di metronomo.
Questo metronomo negli anni è [D] diventato un dio quasi.
Si parla del click.
Tic, clic, tic, tic, tic.
Quindi si parla più [G] del click che della musica spesso.
Però il [Gb] click non si sente nell [A]'impianto quando si ascolta la musica, non si sente nel [Bb] disco il click.
Quindi bisogna [E] tenerlo giù.
[D] Mentre in primi anni lo tenevo alto per la paura di non andare a tempo, ma non c'è il metronomo [Eb] nei dischi.
[C] Se uno riesce a gestire [F] il volume, [Am] per esempio, del metronomo o degli [Bb] altri strumenti
[D] e impara ad andargli incontro con l'orecchio, si apre un mondo.
Ho iniziato [G] a evitare di ascoltare i suoni [Bb] forti e sono riuscito a [Gb] isolarli.
[G] Così come quando si ascolta un disco e se si vuole ascoltare la parte del basso,
uno [Db] psicologicamente riesce a isolare la parte del basso e la sente [D] distintamente.
Un altro che [B] non sa che cos'è il basso non ce la fa.
Quindi vuol dire che è solo pratica.
La [Gb] capacità di ascoltare gli altri è [Bb] importante perché una volta in cui
noi riusciamo [D] a avere consapevolezza dell'esistenza di un altro musicista con cui stiamo suonando,
[Bb] possiamo anche fare attenzione a cosa, che è [Gb] la componente più importante.
Cosa sta [G] facendo un chitarrista?
Se qualcuno sta prendendo uno [G] spunto, noi dobbiamo [Eb] essere in grado di [G] capire
quanto lo dobbiamo secondare e quanto no.
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[G] _ [Gm] _ [G] Secondo me generalmente noi siamo legati alla figura del batterista.
È molto importante quando parte un tempo di non suonarci sopra,
[C] cioè di non aspettare di sentire che [B] posizione prende il batterista per suonarci [Gm] sopra, perché è già tardi.
Ognuno di noi [Ab] ha una velocità che ci accomoda.
Generalmente ci accomuna quella del BPM intorno ai 90, diciamo.
Quindi a quella velocità siamo più abituati ad andare a tempo.
Non so perché.
Se vedete probabilmente c'è qualcosa in [Cm] natura che va a quella velocità
oppure ci sarà un bombardamento di brani in radio che [N] ci ha fatto sì che ci abituassimo a quella velocità.
Quindi un esercizio che potete fare è quello di non studiare sempre una velocità comoda,
di andare su velocità molto molto più lente e tanto tanto più veloci.
Non importa che facciate tutte le note, importa che andiate a tempo.
Quindi piuttosto fate una cosa più [Eb] semplice ma tenetevi in metronomo anche a 200.
Tenetelo e abituate l'orecchio, [G] perché a 90 si può anche far così.
A 200 ci vuole flash dance bisogna fare.
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[C] _ Il basso [Em] non ha tante interfacce tra quello che abbiamo dentro e quello che la gente sente.
C [Gb]'è soltanto questo passaggio, cioè [Db] il dito che tocca la [Eb] corda.
Mi sono accorto anche [C] che ognuno di noi ha un suono che lo migliorerà
ma la prima volta che uno prende il basso e fa [G] per [D] tutta la vita avrà quel suono.
Non ne viene un altro, ognuno ha il proprio suono.
[Gb] Io a casa sono esattamente come una volta, quando mi metto a studiare
[Gbm] ho grandissime insoddisfazioni che combatto [Db] studiando comunque
[Bb] e imparando quello che dicevo prima ad [B] accettarmi.
Cioè io ho questo [G] suono e ho cercato di valorizzarlo anziché [Gm] contrastarlo
cercando di [D] assomigliare ai suoni di [G] altri.
Io [D] ho questo suono e [Gm] cerco di far uscire dalle mani quello che mi serve.
[D] _ _ [C] _ _ _ [Db] _ _ [G] _ _ _
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